Raffinato. Intelligente. Ipnotico. Lo spettatore viene coinvolto dall’inizio alla fine in un crescendo di emozioni e si ritrova a riflettere anche su temi universali e senza tempo.

Francesca Meucci, solomente.it

1945 ci porta in un mondo sospeso, in cui le piccolezze dell’uomo alle prese con i propri istinti più biechi sono ancora vive (…) ci porta nello spaesamento di chi si trova nell’occhio del ciclone senza rendersene conto, troppo vicino per mettere a fuoco il passato e troppo spaventato per costruirsi un futuro diverso.

Mauro Donzelli, comingsoon.it

Al suo sesto film, Török si conferma cineasta esperto, capace di dirigere una moltitudine di attori e di inquadrare la sua Ungheria con un occhio poetico, elegante, ma anche molto concreto. Vorremmo saperne e vederne di più di questo tipo di cinema, che stenta sempre a trovare distribuzione, se non grazie ai premi collezionati ai festival.

Furio Spinosi, cinemonitor.it

1945 è potentissimo e assai bello sotto tutti i punti di vista. Soprattutto perché ritrae in maniera mirabile l’angoscia che coglie chi è costretto a fare i conti con la consapevolezza che il silenzio in certi frangenti della vita e della storia significa complicità. E colpevolezza. Da vedere.

Erminio Fisichetti, ordinarymoviesblog.wordpress.com

Banale è il male, perché appartiene all’animo umano: così come l’anelito alla bellezza, che questa pellicola, ben scritta, ben diretta, ben recitata, ben realizzata sotto ogni aspetto, conserva e promuove, inducendo alla memoria e alla riflessione.

Gabriele Ottaviani, convenzionali.wordpress.com

1945 è un film sincero e brutale, che come poche pellicole, tratta l’Olocausto con eleganza e una sottile carica emotiva, che cresce con l’andamento della sceneggiatura per poi culminare nel finale. Un lungometraggio profondo, elegante e ben girato che scuote l’anima.

Valeria Ponte, anonimacinefili.it

non dev’essere stato facile per Ferenc Töröc tornare ad occuparsi di un periodo storico e di azioni miserabili che si preferirebbe seppellire nell’oblio. Perché è vero che l’avversione nei confronti dei russi è palpabile ma è anche altrettanto vero che chi li detesta non ha la coscienza a posto e questo stato non risparmia né uomini né donne e neppure chi rappresenta la Chiesa.

Giancarlo Zappoli, mymovies.it

Attraverso l’abile gioco del bianco e nero per l’aspetto fotografico, con la sceneggiatura e la direzione di Ferenc Török, 1945 si colloca nell’elenco dei film sull’olocausto, dramma storico, visto però da una diversa prospettiva.

Armando Ianniello, spettacolo.eu

Il cineasta indaga impietosamente, ma con un’ironia graffiante da black comedy, sulla colpevolezza di chi ha collaborato con i nazisti alla deportazione di migliaia di ebrei in cambio di privilegi e benefici personali. In un coinvolgente crescendo di tensione con le movenze di un western. 1945 non descrive l’orrore ma ne mostra gli effetti: è un film che colpisce duro.

Alberto Leali, zerkalospettacolo.com

Attraverso una scelta stilistica ben precisa – l’accentuazione di un bianco e nero e il forte risalto ad un’oggettistica che fa da contorno alla scenografia – 1945 appare come un film decisamente incisivo.

Alessio Giuffrida, dreamingcinema.it